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Conoscere l'Alaskan Malamute - Il fedele "amico" del Grande Nord.

E' stato di recente pubblicato il libro sull'Alaskan Malamute di Giuseppe Biagiotti. Un testo che val la pena leggere ricco dell'esperienza pluridecennale  in campo cinotecnico e cinofilo di una pietra miliare della razza. Qui di seguito la copertina con in fondo il tasto per l'acquisto su lulu.com
I numerosi risultati espositivi conseguiti hanno fatto diventare Giuseppe Biagiotti e la sua famiglia una realtà cinofila senza eguali in Italia ed in Europa, ove il conseguimento di oltre 123 best in show è soltanto una cornice per colui che da decenni rappresenta l’eccellenza italiana ed europea nel mondo dei cani nordici.
Giuseppe Biagiotti sarà presente il prossimo 23-25 settembre 2016 in Pesaro all'evento Mare & Monti. Tutti coloro che nel frattempo avranno già acquistato il libro potranno richiedere su di esso una dedica all'autore.
Potete acquistarlo on line: http://www.lulu.com/…/conos…/paperback/product-22774220.html oppure ordinarlo nella più vicina libreria fornendo il codice ISBN: 978-1-326-69221-6 oppure per la lingua inglese il codice ISBN: 978-1-326-69655-9 mentre il link on line della versione in inglese è: http://www.lulu.com/shop/giuseppe-biagiotti/getting-to-know-the-alaskan-malamute-the-loyal-friend-of-the-great-north/paperback/product-22797015.html



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In English Version



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Come fanno i cani a "vedere" con il loro naso? - Alexandra Horowitz



Potreste aver sentito l'espressione che i cani "'vedono con il loro naso.' Ma l'incredibile architettura nasale di questa creatura rivela in realtà un intero mondo al di di quello che possiamo vedere. Alexandra Horowitz illustra come il naso del cane può sentire l'odore del passato, il futuro e anche cose che non sono visibili a tutti.

Istituto Luce Cinecittà - Repertorio

Per voi un'eccezionale sequenza di documenti storici dell'Istituto Luce Cinececittà. Buona visione!



Giornale Luce B0652 del 03/04/1935

Descrizione sequenze:4 uomini in mezzo alla neve si fanno luce con fiaccole ; sulla nave che riporta indietro la spedizione cani e pinguini del Polo Sud ; un gruppo di delfini in mare ; la nave arriva nel porto di Dunedin: l'ammiraglio Byrd e gli altri uomini sul ponte ; folla che attende il loro ritorno.
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Giornale Luce B0689 del 05/06/1935

Descrizione sequenze: veliero con equipaggio della spedizione all'Antartico dell'ammiraglio Byrd ; sul veliero l'ammiraglio dà da mangiare ai cani da slitta ; i cani fanno le feste all'ammiraglio ; altri animali nutriti e curati da altri uomini della spedizione ; l'ammiraglio Byrd dà pesci ad una coppia di pinguini seguiti dai propri cuccioli.
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Giornale Luce C0029 del 13/05/1940


Descrizione sequenze:la nave dell'ammiraglio Byrd in navigazione ; la nave passa a fianco ad un iceberg, uomo sul ponte controlla ; cetacei passano vicino alla nave ; la nave attracca sul ghiaccio, i marinai scendono e iniziano le operazioni di sbarco ; le due navi attraccate ; una delle due navi ospita un idrovolante ; da una nave scende un enorme veicolo a motore, operatore cinematografico riprende il veicolo che avanza sul ghiaccio ; viene avvistato e catturato con reti leopardo marino ; pinguini sui ghiacci osservano, uomini giocano con piguino spingendolo in acqua, il pinguino risale a riva con un balzo ; partono delle spedizioni esplorative con slitte trainate da cani ; una delle slitte incappa in un crepaccio, il cane ferito viene tratto in salvo e portato in spalla alla base ; la spedizione riparte.

Les Poilus d'Alaska


ECPAD Mutualsite Francia pubblica una serie di documentari "Storie della Grande Guerra" che descrivono la vita dei protagonisti della Prima Guerra Mondiale attraverso aspetti inconsueti.



I cani del Grande Nord sul fronte Francese nella Seconda Guerra Mondiale

Immagini del 1916 registrate sulla catena montuosa del Vosgi, nell'Europa centro-occidentale ossia sul lato occidentale della valle del Reno in direzione nord-ovest, da Basilea (Svizzera) a Magonza (Germania). Testimonianza del supporto fornito dai cani provenienti dall'Alaska alle truppe Alpine Francesi.


Tracciati i sentieri degli Inuit

tratto da: http://www.meteoportaleitalia.it/
 
Gli Inuit hanno occupato una delle aree più controverse del pianeta

Atlas570Per secoli, i popoli indigeni dell'Artico hanno attraversato terra, mare e ghiaccio, utilizzando la conoscenza di sentieri tramandata loro di generazione in generazione.
Ora i ricercatori hanno mappato questi antichi percorsi utilizzando i dati scritti e archiviati degli incontri con gli Inuit, e hanno rilasciato on-line per il pubblico un atlante interattivo che riunisce per la prima volta centinaia di anni di maturata conoscenza culturale.
Fraser Taylor della Carleton University, è un co-autore del nuovo atlante che si trova all'indirizzo paninuittrails.org , che documenta centinaia di nomi tradizionali dei luoghi degli Inuit e migliaia di chilometri di itinerari attraverso il ghiaccio marino, le coste, e le vaste distese del Nord canadese dal lago Winnipeg alla punta dell'isola di Ellesmere.
L'atlante pubblicato questa settimana, dopo oltre 15 anni di lavoro, è un progetto congiunto del Centro cartografico della ricerca di Carleton, il programma di affari marittimi presso la Dalhousie University di Halifax e il dipartimento di geografia all'Università di Cambridge.
I ricercatori hanno trascorso mesi tra le comunità artiche guadagnando nel corso degli anni la fiducia degli anziani indigeni. I sentieri si estendono dalla Groenlandia all'Alaska, con percorsi sul ghiaccio in inverno, e sull'acqua in estate.
"Per l'occhio non esperto, questi sentieri possono sembrare indistinguibili dai paesaggi circostanti, ma per gli Inuit, le caratteristiche sottili e i contorni sono impressi nelle loro narrazioni e tradizioni narrative con straordinaria precisione," ha detto Michael Bravo, co-direttore del progetto e capo del Circumpolar Storics presso l'Università del Scott Polar Research Institute di Cambridge, in un comunicato stampa.
I ricercatori affermano che l'atlante è importante non solo per la conservazione culturale, ma per mostrare l'estensione geografica in una zona ricca di risorse con importanti vie commerciali, che si stanno aprendo a causa del cambiamento climatico.  Questo atlante è un primo passo per rendere visibili alcuni dei brani più importanti e dei sentieri che attraversano il continente nordamericano da un capo all'altro.

I nostri cani: l’Alaskan Malamute

di Giuseppe Biagiotti
Pubblichiamo questo articolo sull’Alaskan Malamute tratto dal numero di maggio de I nostri cani, organo ufficiale Enci.
Alaskan Malamute
Storia e attualità del Malamute
SE L’ALASKAN DIVENTA LEADER
Considera la famiglia il branco ma fate in modo che non sia lui a comandare
Quando pensiamo di acquistare un cane per introdurlo in un ambiente domestico è bene farsi delle domande ponendo come basi di una scelta non solo le caratteristiche morfologiche ma anche i tratti caratteriali che contraddistinguono la razza individuata. Rivolgendo uno sguardo all’Alaskan Malamute è difficile non rimanere colpiti dal suo aspetto imponente, vigoroso, elegante. Il fascino del “lupo” e del cane del Grande Nord è insito nella sua struttura morfologica ma è bene volgere uno sguardo più completo alle sue doti caratteriali, spesso oggetto di critiche infondate e superficiali affinché si possa operare una “scelta consapevole”. Per conoscere l’Alaskan Malamute per ciò che oggi è bisogna conoscere la sua storia e le sue origini rappresentando nel suo complesso il perfetto incontro tra selezione naturale e selezione umana, partendo altresì dal presupposto che conoscendo la sua vera “essenza” si possa addivenire ad un giusto approccio educativo ed ad una corretta analisi del suo linguaggio “canino” diverso dal quello di altre e più comuni razze.
Prima di descrivere com’è oggi l’Alaskan Malamute non si può dunque non volgere uno sguardo al passato facendo cenno a coloro che per primi ne formarono una prima “selezione”: la tribù degli Inuit.
Gli Inuit, popolo ancora oggi presente in una piccola area geografica della costa nord-ovest dell’Alaska, più precisamente nella baia di Kotzebue Sound, sono stati coloro che ci hanno tramandato nel corso dei secoli quel patrimonio genetico che è alla base dell’odierno Alaskan Malamute.
In verità fu una tribù del popolo Inuit ad essere l’inconsapevole “selezionatore” di questa razza i “Mahlemiut” come loro stessi si fecero chiamare: l’origine etimologica è la fusione di due parole “mahale” che era il nome dato dalla Tribù all’area geografica in cui vivevano e “miut che significa “popolo”.
L’impiego dei cani in Alaska è stato storicamente datato e risalente a circa 1000 anni fa, (nella Siberia Asiatica il suo impiego risale invece a circa 2500 anni fa).
I “Mahlemiut “ nel corso dei secoli per coadiuvare le loro attività protese tutte alla sopravvivenza in un ambiente ostico sia per la rigidità climatica sia per l’austerità alimentare, si avvalsero di cani da slitta adattandoli a vari compiti.

Com’erano impiegati
1) Traino: trainavano animali morti sul ghiaccio fino agli accampamenti, imbarcazioni (e ciò in particolare durante i traslochi nel periodo estivo), slitte con sopra persone, prede ed altri utensili, e ciò su lunghe distanze con una velocità media, su un terreno non facilmente praticabile.
2) Trasporto: trasportavano con grosse sacche sul dorso cibo per cani ed umani e piccoli effetti
3) Caccia: in talune circostanze coadiuvavano l’uomo nella caccia all’orso polare, anche se tale impiego è da considerarsi marginale.
4) Guardia: funzione piuttosto limitata al solo fatto che essi segnalavano l’avvicinarsi di predatori quali orsi e lupi nei pressi degli accampamenti.
5) Compagnia

Ma il cane da slitta in queste piccole comunità dell’Alaska svolse anche una funzione sociale; la scarsità di relazioni umane pose il binomio uomo-cane al centro della vita di interi villaggi anche dal punto di vista affettivo diventando il cane un essere integrato nella società con un suo ruolo di compagnia nei momenti in cui la vita di certo non risparmiava il suo lato più rigido ed austero.
Insomma il cane per gli Inuit in molte circostanze rappresentava tutto: la compagnia, il lavoro, la sopravvivenza.

Qimmit: A Clash of Two Truths - La scomparsa dei cani da slitta


Questo documentario esamina il calo significativo dei cani da slitta della popolazione Inuit dal 1950 agli anni '70. Il cane da slitta simboleggiava uno stile di vita, oltre che una profonda connessione con la terra. Gli Inuit dipendevano dai cani per la caccia, il trasporto e la compagnia. Da metà del secolo, la popolazione di cani da slitta è sceso da circa 20.000 a poche centinaia di cani. Molti Inuit credono che i cani sono stati deliberatamente uccisi dal RCMP come parte di una politica per forzare quel popolo a lasciare quelle terre e in favore della "civiltà". La RCMP nega che vi era una politica consapevole da parte loro. Con l'afflusso di persone in comunità insediate, secondo loro, i cani da slitta sono diventati superflui. Qimmit: A Clash of Two Truths esplora il mistero di come e perché i cani da slitta sono scomparsi, un mistero che ha lasciato ferite profonde nell'Artico canadese.



Mushing on Spring Pack Ice

Un altro eccezionale documento dell'Alaska Film Archives!

Documentario: Tuktu and his Eskimo Dogs


Questo breve docu-fiction film, in lingua inglese,  mostra come i cani sono stati utilizzati tradizionalmente dagli Inuit Netsilik, in inverno e in estate. Vediamo cuccioli e cani da slitta utilizzati come animali da soma. Cani eschimesi sono stati utilizzati anche per la caccia, particolarmente abili a fiutare, a percepire gli odori quando la neve profonda copriva il ghiaccio del mare d'inverno.


Morfologia dell'Alaskan Malamute

Di seguito vengono riportati i tratti morfologici dell'Alaskan Malamute:

OSTEOLOGIA GENERALE



Alaska Film Archive. New Video!

Una nuova serie di documenti messi a disposizione dall'Alaska Film Archive di eccezionale valenza storica. Buona visione







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