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Conoscere l'Alaskan Malamute - Il fedele "amico" del Grande Nord.

E' stato di recente pubblicato il libro sull'Alaskan Malamute di Giuseppe Biagiotti. Un testo che val la pena leggere ricco dell'esperienza pluridecennale  in campo cinotecnico e cinofilo di una pietra miliare della razza. Qui di seguito la copertina con in fondo il tasto per l'acquisto su lulu.com
I numerosi risultati espositivi conseguiti hanno fatto diventare Giuseppe Biagiotti e la sua famiglia una realtà cinofila senza eguali in Italia ed in Europa, ove il conseguimento di oltre 123 best in show è soltanto una cornice per colui che da decenni rappresenta l’eccellenza italiana ed europea nel mondo dei cani nordici.
Giuseppe Biagiotti sarà presente il prossimo 23-25 settembre 2016 in Pesaro all'evento Mare & Monti. Tutti coloro che nel frattempo avranno già acquistato il libro potranno richiedere su di esso una dedica all'autore.
Potete acquistarlo on line: http://www.lulu.com/…/conos…/paperback/product-22774220.html oppure ordinarlo nella più vicina libreria fornendo il codice ISBN: 978-1-326-69221-6 oppure per la lingua inglese il codice ISBN: 978-1-326-69655-9 mentre il link on line della versione in inglese è: http://www.lulu.com/shop/giuseppe-biagiotti/getting-to-know-the-alaskan-malamute-the-loyal-friend-of-the-great-north/paperback/product-22797015.html



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L'alimentazione industriale del cane: Troppa trippa. Report (RAI3) del 06 dicembre 2015

 
Centoventotto milioni di euro spesi solo per gli snack per cani e gatti.
Può sembrare una cifra eccessiva ma non è nulla rispetto al miliardo e ottocento milioni di euro che spendono i 14 milioni di proprietari di animali da compagnia.
Un settore che non soffre la crisi dei consumi e che è in costante crescita. Questo grazie a straordinarie operazioni di marketing, e a una normativa a maglie larghe che consente etichettature troppo generiche e l'utilizzo di materie prime che non rispondono agli stessi criteri di quelle certamente più sicure per l'alimentazione umana, i cui avanzi vengono buttati in pattumiera (per un valore di 8 miliardi di euro).
L'inchiesta di Sabrina Giannini cerca di fare luce su un settore poco trasparente: tutte le aziende produttrici contattate, in Italia, Europa e Stati Uniti, hanno rifiutato di mostrarci gli stabilimenti, così come i loro fornitori di scarti di macellazione e farine di carne. Infine l'ultima novità del mercato che vede in competizione le multinazionali: le diete a supporto delle patologie che colpiscono cani e gatti. Alimenti molto costosi che suscitano dubbi.


Alimentazione del cane



"Un ringraziamento di vero cuore alla dott.ssa Di Petta per il suo eccellente lavoro e la disponibilità affinchè questo articolo potesse essere a tutti divulgato"

di Gloria Di Petta - Medico Veterinario 


E’ da un po’ di tempo che medito di scrivere un articolo sull’alimentazione del cane visto che sempre più spesso mi capita di parlare con persone che non hanno la benché minima idea su cosa stanno acquistando per il loro animale. Esiste infatti la cattiva e radicata abitudine di lasciarsi influenzare, nella scelta del mangime, dalla pubblicità del prodotto “del momento” o dal consiglio di qualche amico allevatore. Il medico veterinario, troppo spesso, non viene considerato oppure viene preso in considerazione come ultima risorsa, quando oramai il danno è stato fatto e quando sono già stati commessi errori alimentari più o meno evidenti! Non so darmi una spiegazione del perché si è radicata la convinzione per la quale se quel dato mangime va bene per il cane del mio amico allora dovrà necessariamente andar bene anche per il mio! Non c’è niente di più sbagliato! Ogni cane ha un metabolismo specifico ed ogni miscela di mangime, variabile di marca in marca ed addirittura di miscela in miscela per prodotti della solita marca, viene digerita dal cane in maniera univoca e, come se non bastasse, tale meccanismo viene influenzato vari fattori tra cui l’età del soggetto, il suo metabolismo, il tipo di lavoro svolto, l’attitudine (cane da lavoro o da compagnia), la temperatura ambientale e, perché no, anche dalle specifiche caratteristiche di razza: mi riferisco soprattutto all’efficienza digestiva dei carboidrati che nel Siberian Husky non è proprio esemplare a differenza di quella dei lipidi che invece è ottimale! Non dimentichiamo infine l’importanza della conformazione della bocca che, garantendo una masticazione più o meno accurata a seconda che si tratti di un cane brachicefalo, normocefalo o dolicocefalo, permette la frammentazione del cibo in parti più o meno piccole le quali, a loro volta, subiranno l’azione degli enzimi contenuti della saliva dando così inizio al complesso processo digestivo già all’interno della cavità orale.

-SimoneG&GDeBeauvoire-
Al di là delle differenze razziali è bene precisare che, più in generale, il cane discende direttamente dal lupo e, come tale, nel corso del processo di addomesticamento non ha cambiato in maniera significativa le sue abitudini alimentari rimanendo pressoché vicino al suo antenato selvatico; il cane, proprio come il lupo, si è evoluto come carnivoro con caratteri anatomici distintivi che ne sottolineano l’adattamento ad una dieta a base di carne. Comprendere le differenze anatomiche tra carnivoro, onnivoro ed erbivoro può esserci d’aiuto per capire il motivo per cui il cane è stato classificato come tale e soprattutto per definire quale sia il tipo di alimentazione più adatta alla sua anatomia. 

Per capire i fabbisogni nutrizionali del cane è necessario soffermarci sulle differenze tra erbivori, onnivori e carnivori; mediante l’analisi delle caratteristiche anatomiche, associate con ciascun tipo di dieta, siamo quindi in grado di classificare un animale come: 

•CARNIVORO: mangiatore di carne 
•ERBIVORO: mangiatore di vegetali 
•ONNIVORO: mangiatore sia di animali che di vegetali 

Questa classificazione aiuta a comprendere per quali alimenti un animale abbia adattato il proprio apparato digerente: 

ERBIVORI (bovini, ovini): si nutrono di vegetali e non di carne. Le loro caratteristiche anatomiche sono indirizzate all’elaborazione dei carboidrati e di altri nutrienti contenuti nei vegetali ed alcuni adattamenti anatomici, comuni tra gli erbivori, confermano il loro adattamento ad una dieta a base di piante. 
1. TRATTI DIGERENTI LUNGHI fino a 10 volte la lunghezza del corpo, sono necessari a causa della relativa difficoltà con cui gli alimenti vegetali vengono scomposti. Gli erbivori possiedono visceri significativamente più lunghi e di struttura più elaborata rispetto a quella dei carnivori per poter aggredire la parte più legnosa della pianta (costituita da cellulosa). 

2. MOLARI SQUADRATI E PIATTI rappresentano una superficie ideale per pressare e triturare le piante e le sue parti più legnose (non la carne). Una mandibola con una pronunciata capacità di movimento laterale facilità la masticazione dei vegetali. 
3. ENZIMI DIGESTIVI DEI CARBOIDRATI NELLA SALIVA. L’amilasi è un enzima digestivo contenuto nella saliva che favorisce la digestione dei carboidrati. Gli erbivori masticano in modo metodico il loro cibo per lungo tempo per garantirne un’adeguata miscelazione con l’amilasi della saliva. 

ONNIVORI (suino, uomo, orso): (dal latino Omne = tutto e Vorare = divorare) si sono evoluti per un’alimentazione composta sia da vegetali che da animali. In quanto generici, gli onnivori non presentano alcun adattamento specifico nella direzione dell’alimentazione a base di sola carne o di solo piante. Le caratteristiche anatomiche comuni tra gli onnivori sono: 
1. TRATTI DIGERENTI DI MEDIA LUNGHEZZA che conferiscono la capacità di digerire sia i vegetali che le proteine animali. 
2. MOLARI PIATTI E CANINI APPUNTITI adatti sia a triturare i vegetali che dilaniare la carne. 
3. LA SALIVA CONTIENE L’ENZIMA DIGESTIVO DEI CARBOIDRATI, L’AMILASI, che è il principale responsabile della digestione degli amidi. 

CARNIVORI (lupo, cane e gatto): letteralmente significa “mangiatore di carne” ed identifica quegli animali la cui dieta è composta principalmente da carne come ad esempio il cane. Le caratteristiche anatomiche comuni tra i carnivori sono: 

1. TRATTI DIGERENTI BREVI, SEMPLICI ED ACIDI. Proteine e grassi di origine animale vengono digeriti velocemente e facilmente dai brevi apparati digerenti di cani e gatti. E’ eccezionale anche la capacità di secernere acido cloridrico. Allo scopo di facilitare la riduzione delle proteine a peptidi e la morte dei batteri che contaminano le carni in decomposizione, cani e gatti sono in grado di mantenere il proprio pH gastrico fortemente acido, sui valori intorno a 1-2 (quello umano si assesta su valori tra 4 e 5)! 
2. DENTI APPUNTITI (creati per lacerare la carne e non per triturare i vegetali). I carnivori presentano denti allungati per uccidere le prede e strapparne le carni. I loro molari sono triangolari con margini seghettati e funzionano come le lame di una forbice, conferendo all’animale la capacità di tagliare di netto brandelli di carne. 
3. LE MASCELLE SI MUOVONO IN VERTICALE. A differenza di erbivori ed onnivori che triturano il cibo masticandolo da parte a parte, le mascelle del cane lavorano in verticale per conferire un forte movimento di taglio sui molari, e per consentire all’animale di ingerire grossi bocconi di carne. 
4.SALIVA SENZA AMILASI. L’amilasi nella saliva è una caratteristica proprio di onnivori ed erbivori ma non dei carnivori. I carnivori non masticano il cibo. A differenza degli enzimi digestivi per i carboidrati, gli enzimi digestivi delle proteine non possono essere rilasciati a livello boccale in quanto potrebbero danneggiare il cavo orale (autodigestione).  Quindi i carnivori non mescolano, mediate la masticazione, il cibo con la saliva ma strappano grossi bocconi di carne e li ingoiano interi. Dal momento che l’amilasi non è presente nella saliva, il compito di produrre quest’enzima necessario per la digestione di carboidrati complessi è interamente a carico del pancras. Alimentare i cani pensando che essi siano degli onnivori porta il pancreas a lavorare più intensamente allo scopo di digerire alimenti pieni di carboidrati (invece di produrre i normali quantitativi di enzimi necessari per la digestione di proteine e grassi). 
Alla luce di quanto detto risulta chiaro come il cane sia un carnivoro, le cui caratteristiche anatomiche lo rendono adatto molto più alla digestione di proteine e grassi rispetto ai carboidrati di origine vegetale. La fisiologia digestiva del cane non differisce da quello del suo antenato e presenta gli stessi fabbisogni nutrizionali del suo cugino selvatico, il lupo, la cui dieta si basa quasi esclusivamente su proteine e grassi. I cani di oggi, di qualsiasi razza, non solo sarebbero in grado di alimentarsi come i loro antenati selvatici ma in realtà ne avrebbero bisogno per raggiungere condizioni di salute ottimali. Questo è motivabile dal fatto che la fisiologia digestiva è in realtà cambiata molto poco a seguito del processo di addomesticazione – nonostante le evidenti differenze d’aspetto esteriore.

Le proteine nell’alimentazione del cane



- Yukon & Fenix Bright Northern Star's -
La maggior parte degli alimenti contiene proteine, carboidrati e grassi. Gli alimenti più conosciuti per il loro alto contenuto di proteine sono la carne, il pesce, le uova e i latticini. Anche i cereali e i legumi contengono delle proteine, ma non tutte le proteine sono uguali. Le proteine sono catene di amminoacidi di lunghezza variabile. Queste catene in genere contengono da 3 a 10 amminoacidi. Il pancreas secerne un enzima digestivo che si chiama proteasi, che scinde quste catene in catene più piccole, in modo che vengano assorbite dall’intestino tenue. Salvo in casi molto rari, le proteine nella forma intatta non possono essere assimilate. Tuttavia i cuccioli lo possono fare nelle 48 ore successive alla nascita, grazie all’ingestione del colostro, che gli permette di avere anche delle difese immnunitarie temporanee.

Ci sono due tipi di amminoacidi: gli amminoacidi essenziali e quelli non essenziali. Gli amminoacidi non essenziali possono essere assimilati con l’alimentazione oppure sintetizzati dall’organismo del cane. Quelli essenziali invece devono essere presenti nell’alimentazione. 

Ecco una lista di amminoacidi: 

Amminoacidi essenziali 

Arginina - Istidina - Isoleucina - Leucina - Lisina - Metionina - Fenilalanina - Triptofano - Treonina - Valina - Taurina 

Amminoacidi non essenziali 

Alanina - Asparagina - Aspartato - Carnitina - Cisteina - Glutammato - Glutamina - Glicina - Lisina - Idrolisina - Idrossiprolina - Prolina - Serina - Tirosina 

Le proteine animali sono considerate proteine complete, mentre quelle vegetali sono considerate incomplete. Ciò è dovuto al contenuto di amminoacidi di queste proteine. 

Gli amminoacidi che solitamente mancano nelle proteine vegetali sono l’arginina, la taurina, la metionina ed il triptofano. Il granoturco non contiene glicina, lisina triptofano. L'assenza di questi amminoacidi essenziali rende le proteine vegetali delle proteine di bassa qualità. La carne contiene tutti gli amminoacidi essenziali ed è dunque considerata come una fonte di proteine di alta qualità. 

L’alimento di riferimento per misura la qualità delle proteine è il bianco dell’uovo, in quanto contiene tutti gli aminoacidi necessari in quantità sufficienti. La carne si trova subito dopo il bianco dell’uovo, mentre le proteine vegetali sono molto più indietro. Occorrono quindi più proteine vegetali che non animali per avere un livello adeguato di aminoacidi e alcuni mancherebbero comunque. È dunque molto più sensato dare ad un cane delle proteine animali in modo che abbia tutti gli amminoacidi di cui ha bisogno. 

Le intolleranze alimentari.

Le prime osservazioni su come si possano verificare delle diverse reazioni all’assunzione di alcuni alimenti risalgono addirittura ad Ippocrate (460-377 a.C.) di cui c’è stata tramandata la famosa frase: “Lascia che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo”. Questa reazione si attua tramite l’azione del sistema immunitario, un vero e proprio sistema di difesa dell’organismo, nei confronti di tutti quegli agenti esterni all’organismo stesso. Si osservano vari sintomi che possono essere provocati dal solo contatto come nel tratto digerente superiore, edema delle labbra e della lingua, afte e faringiti. Nel tratto gastro-intestinale il solo passaggio dell’alimento può determinare vomito, nausea, spasmi, coliche, gastriti, diarrea, meteorismo; infatti sia il cane che il gatto possono presentare questa sintomatologia gastroenterica che abitualmente inizia con un singolo episodio dal quale l’animale si riprende senza evidenti problemi in poco tempo. Ma a questo punto gli episodi si ripresentano a breve distanza con delle ricadute sempre più intense che si ripropongono ad intervalli sempre più brevi. L’episodio scatenante può essere amplificato da vari motivi (dieta, tossine, arassiti, malattie infettive) che determinano il danneggiamento della mucosa intestinale con una compromissione della funzione di barriera protettiva svolta dalla stessa. Di conseguenza l’organismo non viene più protetto da tutti gli alimenti ingeriti e non digeriti e la mucosa diventa permeabile a queste sostanze. Tuttora ci sono molti equivoci tra le differenze tra allergia ed intolleranza alimentare. Infatti uno dei principali problemi nella letteratura medico -scientifica consiste proprio nella mancanza di omogeneità delle definizioni dei termini utilizzati che si basavano sull’impiego di neologismi anglosassoni come ad esempio quello di “reazioni avverse”. Le Intolleranze Alimentari sono quelle reazioni non immuno-mediate che si determinano per il consumo abituale di un certo cibo e/o additivo e che eliminandone l’assunzione per un certo periodo ne determina la scomparsa dei sintomi. La classificazione che ritengo più efficace per definire e classificare le “reazioni avverse ai cibi” è quella della Società di Allergologia U.S.A., che definisce: 
SimoneG&GDeBeauvoire
1) Le Allergie alimentari come reazioni immediate, IgE mediate.
2) Le Pseudo-Allergie come reazioni determinate da deficit enzimatici (ad es. la mancata digeribilità delle proteine del latte nel bambino ma anche in alcuni cuccioli; il favismo nell’uomo.
3) Le Ipersensibilità alimentari come reazioni ad alcuni cibi che rilasciano istamina come ad esempio lo sgombro (casi nell’uomo, nel gatto e nel cane), il cioccolato (nell’uomo e nel cane).
4) Le Reazioni Tossiche agli alimenti come l’avvelenamento da ingestione di funghi o cibo avariato, il botulismo, etc.
I sintomi spia che possono far pensare ad un’intolleranza alimentare sono molteplici e riguardano vari apparati come:
a) Apparato Cutaneo: prurito non stagionale, formazione di papule, eritemi, pododermatiti, lesioni epidermiche alla base e/o all’interno dell’orecchio e sul collo, irritazione nella zona perianale.
b) Apparato Gastro-intestinale: vomito, diarrea, flatulenza, meteorismo, frequenti eruttazioni e singhiozzi, coliti, fenomeni di malassorbimento, stipsi alternata a diarrea.
c) Apparato Respiratorio: riniti, sinusiti, sindromi simil-asmatiche ricorrenti (non rispondenti al cortisone).
d) Apparato Oculo-congiuntivale: congiuntiviti ricorrenti, frequenti lacrimazioni.
e) Apparato Urogenitale: cistiti ricorrenti (soprattutto nel gatto), urinazioni frequenti.
f) Sistema Centrale Nervoso: fenomeni di iperattività, sbalzi di umore, crisi epilettiche, generale tendenza ad ingrassare (accompagnata da notevole gonfiore addominale), tendenza a non assimilare (accompagnata da fenomeni di coliti frequenti), affaticamento precoce.
Sulle cause delle intolleranze alimentari ci sono più teorie ma quelle più concrete sono due:
1) La teoria dell’alterato assorbimento delle Macromolecole,
2) La teoria dello stress di H. Selye.

Barf ed alimentazione del cane.

Fenix at 6th months & Simone at 18th months

Breve storia degli alimenti commerciali per cani

Cosa mangiavano gli animali prima dell’avvento degli alimenti commerciali?

Prima dell’avvento degli alimenti commerciali, i cani mangiavano qualsiasi tipo di alimento disponibile nel loro ambiente. I cani delle fattorie mangiavano gli scarti di carne, latte, uova e il cibo che si procuravano frugando tra i rifiuti, e i cani di città dipendevano dagli scarti della cucina dei propri padroni, oltre che dagli scarti di macelleria.
La storia degli alimenti commerciali per animali domestici è relativamente recente  se rapportata  al periodo a partire dal  quale il cane è stato a fianco dell’uomo.

Cartilagine e condroprotettori

Fenix Bright Northern Star's a 3 mesi e 1/2
La cartilagine è una sostanza che ricopre le estremità delle ossa, permettendo il movimento senza attrito delle articolazioni. Spesso, col passare degli anni, la cartilagine si deteriora, le estremità delle articolazioni cominciano a sfregare l'una contro l'altra proprio a causa della naturale perdita del rivestimento protettivo ed i movimenti diventano difficili e dolorosi. Questo processo di erosione è quindi la causa primaria dei disturbi che ne conseguono. Ricordiamo che, la cartilagine incomincia a deteriorarsi quando subisce un processo infiammatorio, quindi tale deficit non è soltanto dato dall'avanzare del tempo, ma provocato da aggressioni di tipo ereditario e/o metabolico e/o ormonale e/o biomeccanico e/o chimico (uso di farmaci).
Quando la superficie della cartilagine comincia a scomporsi, piccole aree deteriorate si trasformano in fessure che progrediscono sempre più in profondità, invadendo la matrice stessa, perciò, più la cartilagine subisce traumi, più è soggetta a fessure e incrinature. Una cartilagine seriamente danneggiata diventa fibrillata, con relativi condrociti raggruppati in gran numero. Intorno a questi ammassi di condrociti la cartilagine cerca di ripararsi e rigenerarsi, quando cellule e matrice cellulare non vengano distrutte più velocemente di quanto riescano a formarsi. Queste fasi, solitamente, si accompagnano ad una risposta infiammatoria nella membrana sinoviale.

L'alimentazione: acidi grassi Omega 3 ed Omega 6.

Fenix Bright Northern Star's ad 85 gg.
I progressi compiuti dalla medicina veterinaria e in particolare dall'alimentazione per gli animali da compagnia nel corso degli ultimi decenni hanno consentito di prolungare l'esistenza dei cani e dei gatti, garantendo loro una buona qualità di vita.
Nei nostri animali da compagnia il processo di invecchiamento inizia quando termina lo sviluppo. La conoscenza dei meccanismi che conducono alla disfunzione degli organi, all'incapacità di garantire l'omeostasi cellulare , quindi, alla morte è ancora frammentaria. La buona igiene, un'alimentazione completa e bilanciata adatta ai fabbisogni specifici e il controllo costante dello stato di salute contribuiscono a vivere meglio e più a lungo. manifesti clinicamente dipende da diversi fattori.
L'effetto dell'invecchiamento può influenzare a livello di apparato digerente la capacità di consumare, digerire o metabolizzare il cibo. A livello di cavo orale il tartaro, le gengiviti, la perdita dei denti possono contribuire ad una minore assunzione di cibo. Con la senescenza diminuisce la motilità del colon con la comparsa molto frequente nei soggetti anziani di stipsi. I cani anziani hanno maggiori difficoltà ad
assimilare il cibo e necessitano quindi di ingredienti di alta qualità per digerire bene e non avere problemi intestinali. Gli alimenti per cani in età matura devono tenere conto delle differenze di taglia. Quelli per i cani di taglia gigante devono essere ricchi di energia per compensare le dimensioni ridotte del tubo
digerente e ridurre il rischio di torsione - dilatazione dello stomaco.
Mentre in un individuo giovane l'organismo si adatta facilmente alle fluttuazioni di quantità e qualità, nel soggetto anziano si perde in parte questa attitudine.

L'importanza del giusto equilibrio del calcio e degli altri minerali nella crescita.

Appartengono alla categoria dei micronutrienti e sono rappresentati da composti inorganici con funzioni regolatrici e plastiche. Nell’organismo sono reperibili nella forma solida o in soluzione (sottoforma di ioni o composti non dissociati) nei liquidi organici. Secondo la loro distribuzione percentuale in un individuo, sono divisi in macrocostituenti che rappresentano almeno lo 0,01% del peso corporeo totale, e microcostituenti che rappresentano meno dello 0,01% del peso corporeo totale. Appartengono ai macrocostituenti: calcio, fosforo, sodio, potassio, cloro, magnesio e zolfo. Rientrano nel gruppo dei microcostituenti:
ferro, zinco, rame, selenio, cromo, iodio, fluoro, manganese, molibdeno e cobalto
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Infine esiste una terza categoria di oligoelementi, definiti minerali traccia, per la loro scarsissima presenza nell’organismo e nell’alimentazione. I minerali traccia sono: vanadio, silicio, nichel, arsenico. I minerali sono implicati nella costituzione strutturale di enzimi, ormoni e vitamine, ma anche di segmenti anatomici più o meno voluminosi come le ossa e i denti, svolgono funzione di modulazione e trasporto, sono direttamente implicati nel controllo della contrazione muscolare, ecc. L’assorbimento di sali minerali avviene nel tratto tenue dell’intestino e, al pari delle vitamine, la normale alimentazione, se ricca e variata, è adeguatamente sufficiente a fornire i giusti quantitativi di sali minerali.

Displasia anche e gomiti. Uso Condroprotettori.

La displasia dell’anca e la displasia del gomito sono due delle malattie ortopediche che più frequentemente affliggono il cane durante il delicato periodo dello sviluppo e che condizionano poi tutta la sua vita. Quelli della crescita sono, infatti, anni cruciali per il sistema scheletrico di un cucciolo, specie se appartenente a razze di taglia grande/gigante. Diversi fattori - genetici, ambientali, traumatici e nutrizionali -possono in particolare convergere su anca e gomito, alterandone la correttaconformazione, ed avviando gravidanni degenerativi,comunemente noti conil termine di “artrosi”.

Cosa sono le displasie dell’anca e del gomito


Sono le più diffuse malattie ortopediche su base ereditaria che affliggono molte razze canine durante la crescita. Possono essere causa di notevole disagio per il proprietario e di grande sofferenza per i soggetti colpiti, limitandone pesantemente l’attività e compromettendone gravemente la qualità di vita.

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LEGGERE L'ETICHETTA DI UN MANGIME

COME LEGGERE L’ETICHETTA DI UN MANGIME
NOME COMMERCIALE: è il nome che il produttore assegna al prodotto.
DENOMINAZIONE: dipende dalla composizione dell’alimento. Se questo è in grado di soddisfare i fabbisogni nutritivi dell'animale senza bisogno di altre aggiunte alimentari, viene denominato "mangime completo", altrimenti "mangime complementare" (es. riso soffiato, paste….).

CLASSIFICAZIONE:
SECCHI - prodotti aventi un tasso di umidità inferiore o uguale al 14%;
SEMIUMIDI - prodotti aventi un tasso di umidità superiore al 14% e inferiore o uguale al 34%;
UMIDI - prodotti aventi un tasso di umidità superiore al 34%

DESTINAZIONE
: è la specie animale di destinazione, la sua fase di vita (cucciolo, adulto, anziano..) ed eventualmente la sua taglia o razza.

INGREDIENTI
: sono le materie prime con cui viene prodotto l'alimento. Esse vengono indicate per categorie (es. Cereali, Carni e derivati, Sostanze minerali….), elencate in ordine decrescente, dal componente con più alta a quello con più bassa percentuale di presenza nell'alimento.
TENORI ANALITICI: sono i valori di analisi chimica dell'alimento riportati in percentuale. Le dichiarazioni vengono espresse "sul tal quale" e non "sul secco", ovvero i valori riportati si riferiscono al prodotto intero compresa l'acqua.
Con i termini "gregge, greggi, greggia, grezza" si intende il valore totale del parametro. Sulle confezioni dei mangimi per cani, siano essi umidi o secchi, devono essere riportati i valori relativi alla composizione chimica.
INTEGRAZIONE VITAMINICO-MINERALE: è l'aggiunta di vitamine e minerali all'alimento al fine di integrare il naturale contenuto delle materie prime e di ottimizzare gli apporti all'animale. Le vitamine e i minerali solitamente dichiarati sono: Vit.A U.I., Vit.D3 U.I., Vit.E mg, Rame mg. Le dichiarazioni si riferiscono ad un kg di alimento.
(U.I. = Unità Internazionali; mg = milligrammo).
SimoneG&GDeBeauvoire (16 mesi)
DOSAGGIO: sono le modalità di somministrazione dell'alimento, rapportate per età e peso dell’animale.
DATA DI CONSERVAZIONE MINIMA: è la data di scadenza. E' obbligatorio indicare anche la data di produzione (esempio: prodotto 12 mesi prima della data di conservazione minima ).
RAGIONE SOCIALE E SEDE: è l'indicazione del produttore. In caso di produttore Italiano deve essere indicato il numero di autorizzazione ministeriale della ditta produttrice. In caso di produttore estero invece è sufficiente la dizione “prodotto in Cee, per conto di….”

INGREDIENTI

Devono sempre essere riportati in ordine descrescente, più le informazioni sono dettagliate (tipo di carne, procedimento di lavorazione, percentuale utilizzata) più si hanno garanzie.
PROTEINE:
carne o pesce, può essere indicata in base dei procedimenti produttivi alla quale è sottoposta (fresca, disidratata, omogeneizzata, farina di…), da prediligere i cibi in cui viene precisata la provenienza (pollo, agnello, manzo…)
Carne fresca, comprende le parti più nobili ma anche molta acqua e quindi alla fine del processo produttivo potrebbe non essere il vero primo ingrediente
Carne fresca disidratata, la tipologia più utilizzata, garantisce la stessa presenza di proteine alla fine del processo di lavorazione
Farine di carne, nella scala è la più scarsa, in quanto conteniene residui di ossa, piume e parti di scarto
Carni e derivati, questa dicitura non ci da nessuna garanzia sull’origine
Uovavantano proteine con il più alto valore biologico, apportano amminoacidi importanti come lisina, metionina, triptofano e vitamina A, sono inoltre ricche di calcio, fosforo e magnesio per un corretto sviluppo della struttura scheletrica.
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