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I consigli di Giuseppe Biagiotti e del Centro di Selezione Del BIagio
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I consigli dell'esperto: Giuseppe Biagiotti del Centro Selezione del Biagio.
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Conoscere l'Alaskan Malamute - Il fedele "amico" del Grande Nord.
E' stato di recente pubblicato il libro sull'Alaskan Malamute di Giuseppe Biagiotti. Un testo che val la pena leggere ricco dell'esperienza pluridecennale in campo cinotecnico e cinofilo di una pietra miliare della razza. Qui di seguito la copertina con in fondo il tasto per l'acquisto su lulu.com
I numerosi risultati espositivi conseguiti hanno fatto diventare Giuseppe Biagiotti e la sua famiglia una realtà cinofila senza eguali in Italia ed in Europa, ove il conseguimento di oltre 123 best in show è soltanto una cornice per colui che da decenni rappresenta l’eccellenza italiana ed europea nel mondo dei cani nordici.
Giuseppe Biagiotti sarà presente il prossimo 23-25 settembre 2016 in Pesaro all'evento Mare & Monti. Tutti coloro che nel frattempo avranno già acquistato il libro potranno richiedere su di esso una dedica all'autore.
Potete acquistarlo on line: http://www.lulu.com/…/conos…/paperback/product-22774220.html oppure ordinarlo nella più vicina libreria fornendo il codice ISBN: 978-1-326-69221-6 oppure per la lingua inglese il codice ISBN: 978-1-326-69655-9 mentre il link on line della versione in inglese è: http://www.lulu.com/shop/giuseppe-biagiotti/getting-to-know-the-alaskan-malamute-the-loyal-friend-of-the-great-north/paperback/product-22797015.html
Giuseppe Biagiotti sarà presente il prossimo 23-25 settembre 2016 in Pesaro all'evento Mare & Monti. Tutti coloro che nel frattempo avranno già acquistato il libro potranno richiedere su di esso una dedica all'autore.
Potete acquistarlo on line: http://www.lulu.com/…/conos…/paperback/product-22774220.html oppure ordinarlo nella più vicina libreria fornendo il codice ISBN: 978-1-326-69221-6 oppure per la lingua inglese il codice ISBN: 978-1-326-69655-9 mentre il link on line della versione in inglese è: http://www.lulu.com/shop/giuseppe-biagiotti/getting-to-know-the-alaskan-malamute-the-loyal-friend-of-the-great-north/paperback/product-22797015.html

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La dieta BARF nel cane
DIETA BARF NEL CANE CONFERENZA DOTT PROTA
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Il mantello dell'Alaskan Malamute. Perchè non tosarlo.
In questi mesi su Facebook si sono susseguite foto di Alaskan Malamute rasati, con innumerevoli polemiche e discussioni sull'opportunità di effettuare la tosatura del mantello. Cercheremo nel seguente articolo di dare delle spiegazioni ad un 'operazioni che si ritiene certamente superflua, inutile se non addirittura dannosa. Non è solo questione di estetica ma a risentirne è la salute del nostro amatissimo compagno di branco.
Ci sono diversi tipi di tessitura di pelo del cane, ma tutti possono generalmente essere ripartiti in due gruppi: uno a strato singolo ed uno doppio strato di pelo. Strato singolo significa che c'è solo un cappotto superiore che cresce in tutto il corpo con nessun sottopelo differente. Razze come Shih Tzus, barboncini, maltesi, ad esempio, sono quelli con un solo strato. Queste razze possono essere rasate generalmente con l'unica cosa potenzialmente verificabile per il mantello che generalmente nel corso del tempo può diventare più morbido o può avere un leggero cambiamento di colore. Anche con solo un singolo mantello bisognerà stare attenti su quando rasarli: farlo nel periodo estivo con lo scopo di dare refrigerio al nostro amico a quattro zampe, lo esporrà al rischio di scottature allorché esposto alla luce diretta del sole ed anche a forme tumorali della pelle per la diretta esposizione alle radiazioni solari. Tuttavia per il semplice fatto che vi è un solo strato di pelo il mantello ricrescerà normalmente anche dopo una rasatura.
Un doppio strato di pelo significa che c'è sia un cappotto superiore fatto di peli di guardia più duri e una parte inferiore o (sotto) cappotto che è spessa e morbida. Razze come Alaskan Malamute, Samoiedo, Siberian Husky, sono l'esempio più semplice ed evidente di cani ricoperti da un doppio strato di pelo. I cani con tale mantello hanno bisogno di essere curati mediante regolari spazzolature durante tutto l'anno, e con maggiore frequenza nel periodo primaverile/estivo allorché avrà inizio la così detta "muta".
Nel periodo della muta il sottopelo si stacca dal corpo dando luogo a ciuffi di pelo morbido deciduo intrappolati nei peli di guardia.
Tutto questo fitto sottopelo deve essere spazzolato e tirato via. Diversamente il mantello diventerà infeltrito ed arruffato, impedendo all'aria di muoversi tra il pelo di guardia e la pelle. Una volta rimosso tutto questo sottopelo deciduo, l'aria potrà circolare attraverso il mantello del nostro amato mantenendo fresco il cane e la pelle protetta dal sole. Non dimentichiamo inoltre che questo tipo di mantello proteggere la pelle del nostro cane dalle punture di mosche e zanzare frequenti ed abbondanti nel periodo estivo.
Per chi si ostina ancora a trovare delle irragionevoli argomentazioni sulla necessità di tosare un Alaskan Malamute bisogna rammentare che tale struttura di mantello aiuta a mantenere il calore lontano dal contatto con la pelle fungendo da strato isolante, un po' come accade nelle moderne abitazioni rivestite da strati isolanti che preservano l'ambiente interno dal freddo invernale ma anche dal caldo estivo dando quel senso della casa fresca e refrigerata. Bisogna altresì ricordare che tutti i cani non sudano attraverso la loro pelle essendo sprovvisti di pori, ma espellono il calore attraverso lo scambio termico provocato dalla respirazione ansimante ed attraverso i polpastrelli delle zampe. Loro non hanno una sensazione del calore paragonabile a noi umani, anche questa circostanza da conferma che il cane nei suoi comportamenti, sensazioni ed esperienze non va mai umanizzato: farlo arreca soltanto un danno al nostro amico a 4 zampe nonostante le nostre buone intenzioni.
Per ultimo bisognerà evidenziare che quando un Alaskan Malamute viene tosato il suo pelo riprenderà a crescere tendendo a fare cose strane. In alcuni soggetti si potrà verificare la mancata ricrescita del pelo in alcune zone del corpo, e ciò potrà riguardare sia il pelo di guardia che il sottopelo. Inoltre considerato che il sottopelo cresce più rapidamente potrà accadere che il pelo di guardia in ricrescita rimanga intrappolato ed infeltrito nel sottopelo. Non di rado è accaduto che Alaskan Malamute su cui è stata praticata la tosatura questi problemi hanno dato adito ad errati sospetti di casi di problematiche legate alla tiroide o di "coat funk".
Il pelo risulterà così sfocato e varierà in lunghezza su tutto il corpo dando un aspetto trasandato e malcurato del nostro cane. Questo non significa che il mantello rimarrà per sempre in questo modo. Generalmente nel tempo con regolare spazzolature e il successivo ciclo di muta l'equilibrio tra pelo di guardia e sottopelo sarà ripristinato, con pelo di guardia lungo ed uniforme e un sottopelo spesso e più corto.
Non dimenticate che se da un lato il sottopelo isola i cani nordici dalle avversità delle temperature e contribuisce a mantenere il cane asciutto dall'altro lato il pelo di guardia di finitura impedisce all'Alaskan Malamute di bagnarsi: la grossolanità dei peli di guardia permette all'acqua di rotolare all'esterno del mantello mantenendo asciutto il corpo.
Detto ciò non bisogna escludere che ci possano essere momenti dove sarà necessario radere un Alaskan Malamute ma oggettivamente non riesco personalmente a vedere come unica motivazione se non situazioni chirurgiche-mediche.
L'ideale sarà dunque mantenere il mantello spazzolato ed arieggiato, rimuovendo tutto il sottopelo con l'aiuto ideale di un buon bagno a cui dovrà seguire una scrupolosa asciugatura permettendo così al nostro Alaskan Malamute ed alla sua naturale capacità, di mantenersi fresco e protetto dal sole e da punture di insetti: al caldo in inverno ed isolati in estate. Infine ricordatevi che per dare sollievo e refrigerio a nostri cani nei giorni del caldo estivo sarà bene lasciare a loro disposizione sempre abbondante acqua fresca.
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Il caldo e la salute degli animali domestici. Cane nell'auto rischia di morire, sfondano il finestrino per liberarlo.
Nel proporvi un attuale fatto di cronaca avvenuto in Svizzera che ha visto protagonisti da una parte un Alaskan Malamute e dall'altra le autorità elvetiche vi proponiamo l'utile lettura di questo opuscolo del Ministero della Salute italiano che fornisce indicazioni e suggerimenti utili per prevenire conseguenze dannose per i nostri amici a 4 zampe!
Cane nell'auto rischia di morire, sfondano il finestrino per liberarlo
La polizia cantonale di Basilea Città invita i proprietari di cani ad adottare i provvedimenti necessari in difesa della salute dei propri amici a quattro zampe
Articolo di p.d'a.
Foto Polizia Cantonale Basilea Città
BASILEA - La polizia cantonale, attraverso il dipartimento di Sicurezza e Giustizia del Basilea Città, ricorda che è opportuna la massima prudenza nel trasporto in autovettura di animali domestici, soprattutto durante questi giorni di caldo torrido.
La polizia cantonale ha denunciato un automobilista e proprietario di un cane che lunedì sera aveva lasciato chiuso in macchina il suo Alaskan Malamute.
I collaboratori del gruppo di servizio cinofilo hanno dovuto infrangere un finestrino dell'autovettura per liberare il cane, che è stato poi consegnato per le cure al Veterinaio cantonale.
La polizia cantonale invita ad adottare degli accorgimenti a tutela della salute dei propri amici a quattro zampe. Si ricorda che con il caldo torrido non basta parcheggiare l'auto all'ombra di un albero o in autosilo e neppure lasciare aperto uno spiraglio del finestrino basta. Non bisogna poi scordarsi di portare con sé dell'acqua potabile e fare bere il proprio cane per evitare la disidratazione.
fonte: http://www.tio.ch/
Come fanno i cani a "vedere" con il loro naso? - Alexandra Horowitz
Potreste aver sentito l'espressione che i cani "'vedono con il loro naso.' Ma l'incredibile architettura nasale di questa creatura rivela in realtà un intero mondo al di là di quello che possiamo vedere. Alexandra Horowitz illustra come il naso del cane può sentire l'odore del passato, il futuro e anche cose che non sono visibili a tutti.
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Il tumore del cane. Le origini nell'Alaskan Malamute!
da: http://www.galileonet.it
di Simone Valesini

È apparso per la prima volta circa 11.000 anni fa, ma si è diffuso in tutto il mondo solamente negli ultimi cinque secoli. Parliamo del tumore venereo trasmissibile, o sarcoma di Sticker, un particolare tipo di neoplasia canina che ha la caratteristica inusuale di trasmettersi da un paziente a un altro, come succede con virus e batteri. A svelare la storia di questa malattia è un nuovo studio internazionale, a cui ha partecipato anche l'Università di Messina, che ha analizzato il genoma del tumore, seguendone a ritroso l'evoluzione fino ad individuare il primo animale in cui si è sviluppato: un antico cane della preistoria, simile ai moderni Alaskan Malamute e Husky. I risultati, apparsi su Science, dimostrerebbero inoltre che quella del sarcoma di Sticker è la più antica linea di cellule somatiche presente oggi sulla Terra.
di Simone Valesini
È apparso per la prima volta circa 11.000 anni fa, ma si è diffuso in tutto il mondo solamente negli ultimi cinque secoli. Parliamo del tumore venereo trasmissibile, o sarcoma di Sticker, un particolare tipo di neoplasia canina che ha la caratteristica inusuale di trasmettersi da un paziente a un altro, come succede con virus e batteri. A svelare la storia di questa malattia è un nuovo studio internazionale, a cui ha partecipato anche l'Università di Messina, che ha analizzato il genoma del tumore, seguendone a ritroso l'evoluzione fino ad individuare il primo animale in cui si è sviluppato: un antico cane della preistoria, simile ai moderni Alaskan Malamute e Husky. I risultati, apparsi su Science, dimostrerebbero inoltre che quella del sarcoma di Sticker è la più antica linea di cellule somatiche presente oggi sulla Terra.
Il tumore venereo trasmissibile è una patologia canina che colpisce i genitali, una delle pochissime forme di cancro esistenti che non si sviluppa a causa di mutazioni nelle cellule dei pazienti, ma si trasmette invece infettando l'ospite, come fanno i microrganismi patogeni. Le cellule del tumore si trasferiscono infatti dai genitali di un cane malato a quelli di uno sano durante il coito, insediandosi nella nuova sede, moltiplicandosi, e dando così vita a nuove masse tumorali. Come abbiamo detto, i tumori trasmissibili sono estremamente rari: l'unico altro caso conosciuto è infatti un tumore facciale che sta decimando i diavoli della Tasmania.
Per studiare l'evoluzione della malattia, il gruppo di ricercatori guidato da Elizabeth P. Murchison, del Wellcome Trust Sanger Institute di Hinxton (Uk), ha analizzato il genoma dei tumori provenienti da due cani: un randagio nativo dei territori abitati dagli aborigeni australiani, e un Cocker Spaniel purosangue proveniente dal Brasile. A causa del suo particolare metodo di propagazione, tutte le cellule di sarcoma di Sticker oggi esistenti sono infatti legate a quelle del primo tumore venereo trasmissibile da una catena ininterrotta di divisioni cellulari. Misurando un particolare tipo di mutazioni genetiche, che si accumulano con un tasso estremamente regolare nel tempo, i ricercatori hanno potuto quindi calcolare il periodo in cui si è sviluppato il tumore originario, scoprendo anche alcune caratteristiche dell'animale le cui cellule hanno dato vita alla malattia.
I risultati hanno fornito un identikit piuttosto preciso. Il paziente zero sarebbe vissuto più o meno 11.000 anni fa durante le prime fasi della domesticazione dei cani, quando questi animali presentavano ancora caratteristiche genetiche simili a quelli del lupo. L'esemplare in questione era di taglia media o medio-grande, con una pelliccia corta di colore nero o agoutì (un pattern con striature grigie o marroni), orecchie appuntite e un muso allungato, simile agli odierni Alaskan Malamute.
Con i suoi 11.000 anni di storia, il tumore venereo trasmissibile sarebbe inoltre la più antica linea cellulare presente oggi in natura. “Il pattern delle variazioni genetiche presenti nei tumori analizzati, provenienti da due diversi continenti, suggerisce che la neoplasia sia esistita per gran parte della sua storia in una popolazione isolata di cani – spiega Muschison – e che si sia diffusa in tutto il mondo solamente negli ultimi 500 anni, probabilmente portata dai cani che accompagnavano i marinai agli albori delle esplorazioni oceaniche”.
Riferimenti: Science DOI: 10.1126/science.1247167
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Tesseramento E.N.C.I. 2014 - Garanzie assicurative!
Dogs Sing For A Cure - We Could Be Heroes
Il cancro uccide un cane su 4. E non esiste una cura. Per questo la Pet Trust canadese, una fondazione caritatevole che si occupa di promuovere la salute il benessere di cani e gatti, ha deciso di incoraggiare la ricerca, raccogliendo fondi da indirizzare all'Ontario Veterinary College Mona Campbell Animal Cancer Centre dell'University of Guelph, un centro che provvede alle cure, e al trattamento contro il cancro, degli animali di tutto il mondo.
E a chiedere un aiuto sono proprio loro, gli amici dell'uomo. Che attraverso la campagna "Keep Cancer on a Leash" cantano"We could be Heros", possiamo essere degli eroi. Se solo diamo loro la possibilità di continuare a vivere, debellando la malattia che li uccide. Le immagini parlano da sé.
Le donazioni sono possibili semplicemente andando sul sito della fondazione. E se volete che il vostro cane partecipi all'interpretazione della canzone, basta iscriverlo: poche note, per un grande contributo.
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Cinofili Stanchi - Settembre/Ottobre 2013
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Displasia dell'anca fatti e misfatti - Ieri oggi e domani
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Regolamento internazionale d'allevamento - F.C.I.
Polineuropatia. E' ora disponibile il test del DNA
Displasia, fatti e misfatti: ieri, oggi e domani
Questa grave patologia fu descritta per la prima volta nell’ Angel Memorial Veterinary Hospital di Boston nel 1930. Successivamente nel 1937 il Dr. Gerry B. Schnelle pubblicò un articolo: Bilateral Congenital Subluxation of the Coxofemoral Joints of a Dog.
All’epoca considerata una patologia rara, fu descritta da Henricson, Norberg and Olsson nel 1966, come: “Un grado variabile di lassità dell’anca che permette la sublussazione durante i primi mesi di vita, favorendo in vari gradi la poca profondità dell’acetabolo e appiattimento della testa femorale, per arrivare a causare inevitabilmente osteoatrite”.
Ai nostri giorni costituisce il più comune problema ereditario nella stragrande maggioranza delle razze conosciute, le uniche a non esserne afflitte sono con tutta probabilità, quelle dove non sono fatti controlli! I presupposti dai quali riteniamo corretto iniziare questo articolo sono costituiti dalle seguenti affermazioni:
La displasia dell’anca è una malattia che si trasmette geneticamente e la cui espressione viene modificata da fattori ambientali.
Nessun allevatore può garantire che i propri riproduttori siano geneticamente esenti da questa malattia.
Nessun allevatore è in grado di garantire che il cucciolo venduto ad otto settimane (sic) sia non affetto, e tanto meno geneticamente esente.
Invito chi non si ritrovasse in queste affermazioni ad interrompere la lettura di questo articolo, che si basa su questi incontrovertibili presupposti, che implicano una conoscenza minima della genetica.
Per oltre 30 anni al fine di eliminare questa malattia sono stati sviluppati in tutto il mondo, dei sistemi per controllare radiograficamente le anche del cane. I risultati di questo lavoro sono testimoniati dall’aumentato ricorso alla chirurgia, anche preventiva, per far fronte ad un problema sostanzialmente irrisolto.
Vedremo più avanti che grazie alla genetica molecolare siamo forse alle soglie di una nuova era, per ora continueremo ad attenerci alla realtà odierna.
I principali metodi di rilevazione con i quali si è valutata la displasia dell’anca sono i seguenti:
· OFA
· FCI
· Willis
· Pennhip
Sostanzialmente questi quattro metodi possono essere suddivisi in due categorie:
1. Le anche vengono radiografate in estensione, ovvero con il cane posizionato sulla schiena, con gli arti posteriori tenuti in trazione con le ginocchia ruotate verso l’interno con obbligo o meno di anestesia
2. Il cane é posizionato come se fosse in piedi utilizzando uno strumento per divaricare il femore e misurarne la lassità, obbligatoriamente
sotto anestesia
Il primo gruppo(il più comune) può essere suddiviso tre metodi di valutazione:
· OFA Un metodo qualitativo dove nessun tipo di misurazione é effettuato. Il metodo di valutazione è basato su criteri di osservazione soggettiva come la gravità della sublussazione (lassità), e la presenza di malattie degenerative dell’articolazione.
La radiografia è accettata anche senza che il cane sia stato posto sotto anestesia.
va da 0 a 5.
Il massimo di gravità totale è di 53 punti per anca.
·FCI
Comprende criteri valutativi fisiologici:
· Testa e collo femorale
· Acétabolo
· Copertura craniale
· Costruzione del bacino
e fisici:
La chondrodysplasie - La condrodisplasia (CHD)
di Judith GOGIBUS.
Traduzione a cura di Sara Digiuni
Jusqu’ici enfin jusqu’en mai 2009, aucun cas de chondrodysplasie n’avait été répertorié en Europe.
Finora,o meglio, fino a maggio 2009, nessun caso di condrodisplasia è stato mai denunciato in Europa.
L’histoire de la chondrodysplasie aux Etats-Unis a été écrite au prix de nombreux sacrifices. Un groupe de personnes n’ont compté ni leur temps ni leur argent pour faire avancer une recherche au sujet de cette maladie dans les années 1970.
La storia della condrodisplasia negli Stati Uniti è stata scritta con molti sacrifici. Un gruppo di persone hanno messo a disposizione il loro tempo e i loro soldi per far progredire la ricerca sulla CHD durante gli anni 70.
Dans la région du nord ouest des Etats-Unis des éleveurs voient apparaître dans des portées des chiens plus petits, avec des lignes de dos inversées et des pattes tordues. On les appela des nains « dwarf » mais il s’avéra plus tard que ce terme n’était pas approprié et on les appela des chondrodysplasiques.
Nella regione Nord-ovest degli USA degli allevatori si rendono conto che alcune cucciolate presentano dei cani più piccoli, con dorsale invertita e zampe storte. Furono definiti nani "dwarf" ma più tardi ci si rese conto che il termine non era appropriato e dunque furono definiti condrodisplasici.
Les études faites ont permis d’établir que le mode transmission était du mode récessif, ce qui signifie que les deux parents doivent être porteurs du gène pour que des chiens malades apparaissent.
Gli studi effettuati hanno permesso di stabilire che la trasmissione di questa malattia era di carattere ereditario recessivo, che significa che entrambi i genitori devono essere portatori del gene perchè la malattia si manifesti.
On a mis en place un système de calcul en pourcentage. Les chiens dont le pourcentage de risque n’était pas supérieur à 6,25 se voyaient attribuer un numéro de certification. Il faut préciser que ce système a permis un recul conséquent de la maladie
E' stato adottato un sistema di calcolo percentuale. I cani la cui percentuale di rischio non era superiore al 6,25 si vedevano attribuire un numero di certificazione. Bisogna precisare che questo sistema ha consentito un rallentamento della diffusione della malattia.
Depuis 1993, on ne calcule plus les pourcentages. Les Malamutes issus de reproducteurs certifiés étaient automatiquement certifiés. Aussi incroyable que cela puisse paraître , toute recherche au sujet de cette affection avait été interrompue .
Dal 1993 non si calcolano più queste percentuali. I malamutes nati da riproduttori certificati erano automaticamente certificati anch'essi. Incredibile ma tutte le ricerche riguardo alla malattia vennero interrotte.
Mais voilà qu’en mai 2009 une chienne nommée Héra vient chambouler ce système bien rôdé . Héra est née le 29 décembre 2008. C’est un chiot comme les autres. Mais en mai 2009, son propriétaire la ramène chez son éleveur car son vétérinaire a diagnostiqué une chondrodysplasie. Cette éleveuse contacte aussitôt les deux éleveurs des parents d’Héra pour les informer. A ce moment là, j’étais responsable d’élevage pour l’Alaskan Malamute Club de France, aussi, on m’informe de la situation.
Ma ecco che a maggio 2009 una cagnolina di nome Héra scuote il sistema ben rodato. Héra è nata in dicembre 2008. Una cucciola come gli altri. In maggio 2009 il suo proprietario la riporta dall'allevatore in quanto il veterinario aveva diagnosticato la condrodisplasia. L'allevatrice contatta immediatamente i due allevatori dei genitori di Héra per informarli. In quel periodo ero responsabile di allevamento per il Club di tutela degli Alaskan Malamute in Francia e dunque ne vengo informata anch'io.
Héra en Belgique chez son éleveuse
Héra in Belgio presso la sua allevatrice
Je rentre en contact avec une chercheuse à Bern qui travaille sur la chondrodysplasie chez le Hovawart. Elle me propose de stocker des prélèvement sanguins d’Héra , de se frères et de ses parents en attendant qu’une étude se mette en place . L’AMCF prend en charge les frais de prélèvement ainsi que ceux des radiographies d’Héra effectuer par le Dr Schnaps à l’école vétérinaire de Liège.
Mi metto in contatto con una ricercatrice a Berna che lavora sulla CHD nell'Hovawart. Mi propone di fare dei prelievi di sangue a Héra, ai fratelli e ai genitori in attesa di avviare gli studi. L'AMCF si fa carico delle spese dei prelievi e delle lastre di Héra che saranno effettuate dal Dott. Schnaps della scuola veterinaria di Liège.
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LABORATORI DI ANALISI E RICERCA
In questi giorni sul link del nostro Club di razza Se.R.A.M. http://www.seram.info/modules/smartsection/item.php?itemid=221 è stato pubblicato questo interessantissimo articolo. Ancora una volta il Club si è posto al centro di importanti iniziative a tutela della salute dei nostri amatissimi Alaskan Malamute!!
Durante il seminario tenuto dalla Signora Judith Gogibus, in occasione del nostro ottavo Malamute Day, abbiamo lungamente parlato delle malattie genetiche e approfondendo la Condrodisplasia.
E' evidente che tutti noi potremmo essere toccati da queste problematiche e, al fine di approntare i test genetici, i laboratori di ricerca hanno bisogno anche del nostro contributo, dell'invio da parte nostra di materiale biologico da studiare.
Qui di seguito Vi indichiamo gli indirizzi e il link di alcuni dei laboratori che stanno facendo le ricerche.
STOCCAGGIO GENERALE IN USA
http://www.caninehealthinfo.org/
In questo laboratorio si stoccano i materiali genetici dei cani al fine di facilitare future ricerche.
LABORATORI DI RICERCA SULLA CONDRODISPLASIA :
BERNA :
Universität Bern
Institut für Genetik
Postfach 8466
CH-3001 Bern
Tel +41 (0) 31 631 2322
Fax +41 (0) 31 631 2640
http://www.genetics.unibe.ch/content/index_ger.html
HELSINKI :
Ranja Eklund/Lohi Laboratory
Biomedicum Helsinki, room B320
Haartmaninkatu 8
00290 Helsinki
Finland
www.koirangeenit.fi
lgl-kyselyt@helsinki.fi.
Un grande lavoro di raccolta e studio è stato fatto sulla polineuropatia e, ci sono delle bellissime novità : grazie al contributo di chi ha fornito materiale da studiare entro maggio sarà pronto il test genetico per questa malattia terribile. Questa mappatura è stata trovata all'università di Helsinki e, essendo la CHD trasmissibile tramite un gene recessivo, esattamente come la polineuropatia, abbiamo grandi speranze di riuscire a fare dei passi avanti nella ricerca.
LABORATORIO DI RICERCA SULL'EPILESSIA :
La specie canina comprende più di 400 razze derivate dalla selezione imposta dall'uomo in più di 10.000 anni e, particolarmente negli ultimi due secoli. Le conseguenze di questa selezione, oltre alla definizione dei numerosi fenotipi in ognuna delle differenti razze, hanno fissato anche numerose malattie genetiche. Il lavoro di ricerca vuole identificare le basi genetiche al fine di sviluppare test diagnostici ad uso della medicina veterinaria e dell'allevamento.
Institut de Génétique et Développement de Rennes - UMR 6061
- Équipe « Génétique du chien »
2 av du Pr Léon Bernard - 35043 Rennes Cedex -
Tél : 02 23 23 45 09 - Fax : 02 23 23 44 78
http://www-recomgen.univ-rennes1.fr/doggy.html
Scaricare il questionario : Questionnaire_Epilepsie.pdf (per i cani affetti)
Dr Pascale QUIGNON (CNRS-Université Rennes 1) : cani-dna@univ-rennes1.fr,
Dr Catherine ESCRIOU (ENVL) : c.escriou@vetagro-sup.fr
LABORATORIO DI RICERCA PER CATARATTA - OCULOPATIE :
Il laboratorio britannico Animal Health Trust (AHT) è un laboratorio di ricerca a carattere volontario dedicato al miglioramento del benessere e della salute dei cavalli, cani e gatti. E' finanziato da oblazioni e dalla vendita dei test genetici messi a punto.
Questo laboratorio sta mettendo a punto un test genetico che permetta di individuare la cataratta ereditaria nei malamute.
Per mettere a punto questo test, il laboratorio ha bisogno dei prelievi di DNA dei:
- malamute esenti con più di 6 anni
- di tutti i malamute affetti da cataratta bilaterale indipendentemente dalla loro età.
Se volete partecipare a questo programma di ricerca e il vostro malamute risponde ai criteri sopra esposti, bisogna inviare :
- prelievo DNA del vostro cane (*)
- Certificato del veterinario oftalmologo che attesti lo stato
Per il kit di prelievo contattare :
Bryan McLaughlin Animal Health Trust –
CPM Lanwades Park Kentford –
Newmarket Suffolk - CB8 7UU –
United Kingdom
bryan.mclaughlin@aht.org.uk
Tel: +44 (0)1638 751000 ext 1280
Link sul laboratorio per maggiori informazioni : www.aht.org.uk
Pensiamo sia importante dare il nostro contributo alla ricerca.
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